Bilancio di previsione 2019–2021: i motivi della nostra astensione

Con l’approvazione del bilancio di previsione 2019 – 2021 volge al termine la legislatura della giunta Di Maio.
Le particolarità in cui si colloca l’approvazione di questo ultimo importante atto sono diverse; non solo come avviene in questi casi, ovvero ad un passo dalla campagna elettorale, ma anche per le condizioni dell’area pisana ( dove il partito di maggioranza, il PD, perde territori) e per la scelta fatta da questa giunta di rimediare velocissimamente ai pesantissimi errori che i loro compagni di partito che li hanno preceduti avevano causato.
L’insieme di queste particolarità ci ha portato ad affrontare la lettura dell’ultimo bilancio di previsione con uno spirito diverso rispetto al passato, concentrandoci sul cosa fare per il futuro dei nostri concittadini piuttosto che su un giudizio di merito sulle proposte che contiene il bilancio in sé per sé.
Innanzitutto vogliamo sottolineare che il nostro voto di astensione non deve far pensare ad una revisione del nostro giudizio sull’operato della giunta Di Maio che, sottolineiamo, dando priorità a mettere a posto i conti ha attuato politiche istituzionali di lacrime e sangue per i cittadini sangiulianesi. L’abbandono progressivo della cura delle frazioni, l’insufficiente manutenzione dei beni comuni come la contrazione delle risposte sociali ai tanti esclusi sono li a ricordarcelo. Gli effetti della cura da cavallo messa in atto in questi 5 anni non hanno bisogno di essere ulteriormente sottolineati, basta girare per le frazioni e si leggono molto bene dal giudizio critico che molti cittadini danno sull’amministrazione che va a chiudere la propria esperienza.
Noi avremmo sicuramente proposto di diluire in un tempo più lungo il recupero dei danni causati dall’allora PD a guida Sbrana – Panattoni.
Ma cosi non è stato.
Ora c’è da pensare al futuro, da incidere prima di tutto sulle cause che stanno portando anche i cittadini sangiulianesi a guardare a forze politiche estranee alla tradizione del buon governo nel comune bagnaiolo.
Ed è su questo che vogliamo lavorare, che stiamo già lavorando.
Con una proposta concreta, fatta di 200 mila euro da destinare ad un progetto che veda Geste riprendere la cura delle nostre frazioni, una scintilla che accenda nel futuro un nuovo modo di amministrare, è la proposta che abbiamo presentato all’intero consiglio. Sostenuta anche da Impegno e Solidarietà e condivisa con le altre forze di maggioranza la proposta è stata approvata con un larghissimo consenso: segno che c’è consapevolezza da parte di tutti che le nostre frazioni hanno un gran bisogno di attenzione. Ma non ci siamo fermati qui. Ci piace pensare che anche la riapertura con una funzione sociale della ex scuola di Orzignano decisa con un atto collegato al bilancio, seppur non presentato direttamente da noi – ma chi non sa che da sempre ci battiamo per questo ? – sia frutto del lavoro che abbiamo svolto in questi 5 anni. E molto altro di noi è possibile intercettare nel dibattito sviluppatosi ieri l’altra sera. Dalle proposte discusse in seno alla raccolta differenziata così come le agevolazioni a categorie di attività presenti sul nostro territorio sangiulianese le idee de L’Altrasangiuliano sono state in parte protagoniste.
Tornando ad una valutazione più generale, con l’accettazione di nostre proposte nel bilancio di previsione, possiamo sostenere che siamo al secondo segnale che vede San Giuliano tra i pochissimi comuni in cui un nuovo modello di amministrazione si possa mettere in sperimentazione.
A chi oggi pensa che con questo atto si sia chiuso il cerchio per rivedere le forze democratiche e quelle di sinistra amministrare insieme vogliamo dire che ci sono ancora alcuni importantissimi e imprescindibili passi da fare. Le proposte contenute nel nuovo Piano Operativo Comunale, la costruzione di garanzie per poter attuare “un nuovo punto e a capo” sono ancora da raggiungere. Ci stiamo lavorando. Come sul bilancio, che con un lavoro serio e serrato siamo riusciti a costruire una previsione che vede i cittadini al centro della proposta, seppur la strada sia ancora in salita, il traguardo ora è raggiungibile.

Ancora sui fatti di domenica scorsa…

Partiamo da un dato certo: l’attività della Lega nel passato fine settimana non era una semplice attività di propaganda politica in vista di elezioni, come sarebbe stato normale e incontestabile, bensì una raccolta firme per non mandare a processo il “capitano “ come lo chiamano loro.

Per impedire che un ministro della repubblica che usa come ostaggi dei migranti “donne, minori,uomini” per meri ricatti politici nei confronti di altri paesi europei e che va quindi contro la costituzione, non venga processato.

Altro dato altrettanto certo è che quella della lega di Salvini, ieri a Metato, è stata una provocazione bella e buona. Eh sì perché chiedere di posizionare un gazebo in cui si raccolgono firme per “salvare” un ministro dal controllo della giustizia, davanti alla Casa del Popolo altro non voleva essere che una provocazione.

E allora, di fronte alle provocazioni è giusto prendersi le contestazioni. Che a differenza di quanto sbandierato dai soliti fedeli della Lega, Ceccardi Ziello e Legnaioli subito pronti a riempire di parole senza senso i social ed i giornali, non sono state contestazioni incivili infamanti violente e brutali, ma reazioni di militanti e cittadini antifascisti che non condividono le politiche del ministro Salvini ed in particolare il suo operato in materia di immigrazione con conseguenti sequestri di navi e chiusura di porti.

Il parcheggio era occupato da automobili…..strano, ma d’altra parte nessuno aveva chiesto oltre al suolo pubblico l’installazione dei cartelli di divieto di sosta. La polizia municipale suggerisce un’altra piazza, ma alla lega non piace e allora sceglie quella che pare a lei.

E il parroco, garante della democrazia, forse dietro la telefonatina del parlamentare leghista di turno, tutto casa, chiesa e crocefissi, non esita un attimo a concedere il piazzale della chiesa, perfetto per ospitare un gazebo dove si raccolgono firme, prima durante e dopo la messa domenicale. Poco importa se tanti parrocchiani non sono d’accordo, se alcuni pensano che la politica di Salvini sia il contrario del “credo cristiano” . E se anche il prete ha sbagliato qualcuno lo confesserà e sarà assolto.

Noi non assolviamo né il prete, né tanto meno i leghisti che tentano di sottrarre al giudizio della magistratura chi è accusato di aver commesso un reato e che pertanto deve essere processato.

Noi reagiremo sempre di fronte alle provocazioni di chi con la prepotenza del linguaggio e dell’operato difende azioni antidemocratiche, anticostituzionali e disumane nascondendosi dietro a “scelte politiche a difesa dei confini nazionali” e alimenta la guerra tra poveri. Di chi sta conducendo alla deriva una società alimentando barbarie, disuguaglianze e discriminazioni alle quali noi non ci rassegneremo mai.

(PS: L’immagine utilizzata in questo articolo è a carattere puramente satirico. Nella stesura di questo comunicato non è stato altresì maltrattato alcun padano)