Responsabilità e garanzie, la scelta de L’Altra San Giuliano

Abbiamo lottato, negli ultimi anni, in tutte le sedi istituzionali e sul territorio per rivendicare diritti, inclusione e solidarietà per i sangiulianesi. Non abbiamo fatto classifiche dei bisogni dei nostri concittadini e non abbiamo, mai, fatto la selezione dei problemi in base alla provenienza.
Eravamo sugli sfratti come sui presidi dei lavoratori, sui temi ambientali come su quelli etici. Abbiamo fatto il nostro lavoro di opposizione consapevole e propositiva, proprio perché l’idea di un’altra San Giuliano possibile l’abbiamo fatta nostra ed abbiamo visto che è veramente a portata di mano.
Non ci siamo chiusi, mai. Abbiamo sempre ascoltato le richieste delle cittadine e dei cittadini ed anche oggi abbiamo tutta l’intenzione di farlo!
E’ inutile nascondere che in questi mesi l’appello più forte che abbiamo raccolto è quello di scongiurare l’abbandono del nostro comune alla miseria della Lega o all’incompetenza del movimentismo né di destra né di sinistra (e quindi, inevitabilmente, di destra).
In molti ci hanno chiesto di intavolare un confronto con l’attuale maggioranza per fissare il limite di un argine che San Giuliano non può permettersi di veder cadere.
Proprio con questo senso di responsabilità, di cui ci siamo sentiti investiti, abbiamo nelle scorse settimane avviato una riflessione interna alla nostra lista ed abbiamo stabilito i primi contatti con i rappresentanti attuali della maggioranza.
Ci siamo presentati senza alcun veto e senza nessuna preclusione. Abbiamo ribadito la necessità di cambiar rotta, modi e tempi saranno discussi a tempo debito.
Però non eravamo soli nel fare tutto questo. Ci siamo portati dietro l’idea di una San Giuliano diversa. Di un Comune che non svende più il proprio patrimonio e non mortifica le sue forze più attive; che non depaupera i propri lavoratori e servizi, che non si abbandona alla deriva anti-poveri, che non regala niente ai costruttori e alle banche, che non rinuncia a curare a dovere il territorio e l’ambiente; che non gestisce più illogicamente le proprie realtà culturali e che non si abbandona all’aggressione al tessuto associativo, la nostra vera inesauribile ricchezza!
Abbiamo pensato che fosse giusto chiudere con la “solita San Giuliano” e scrivere un capitolo nuovo.
La nostra proposta non è stata respinta; l’impressione che molto non vada è nella testa di tutti e tutte.
Le prossime settimane saranno decisive. Abbiamo bisogno del contributo e del sostegno di tutti i cittadini che vogliono premiare la coerenza di un percorso e la garanzia di integrità di chi vorrà portarlo avanti.

Rilanciare la “macchina”. Lo stanno facendo nel modo sbagliato!

E’ noto a tutti che l’Amministrazione sangiulianese sul tema lavoro non abbia certo brillato ma, se nel caso del molino Rossi o dell’hotel Granduca la giunta Di Maio può accampare attenuanti sul piano della propria responsabilità, là dove il lavoro dipende direttamente dall’Amministrazione, le attenuanti non ci sono e le responsabilità della vertenza in corso sono tutte in capo all’AC.

Ricordiamo che dal 2012 qualcosa si è rotto nei rapporti tra dipendenti comunali e Amministrazione; da quando, a causa dell’uscita dal patto di stabilità, i dipendenti, tra l’altro non responsabili dell’accaduto, ne hanno subito le conseguenze più negative e ad oggi non vedono ancora ristabilita la normalità.
Da quando si è insediata l’attuale Amministrazione le cose non sono poi migliorate per i lavoratori anzi, a nostro avviso, dando seguito al mantra che i dipendenti pubblici siano un peso, sono state fatte scelte punitive nei loro confronti .
E così ci risulta che nell’ultima assemblea dei lavoratori, tra l’altro molto partecipata, siano emersi molti problemi: da quasi un decennio non si fanno progressioni di carriera, non si assume nessuno a fronte di pensionamenti e mobilità esterne che hanno ridotto il personale di diverse unità in cinque anni e nello stesso tempo si chiede sempre di più ai lavoratori in termini di prestazioni, spesso dietro minaccia di provvedimenti disciplinari.
Quando poi si parla di erogare il salario accessorio allora la situazione diventa insopportabile, non si fanno le valutazioni o si fanno in fretta e furia senza seguire i procedimenti stabiliti, senza dare ai dipendenti la possibilità di un confronto previsto, tra l’altro, dai regolamenti approvati unilateralmente dalla stessa Amministrazione.
Si può tranquillamente constatare che la politica del personale di questa Amministrazione è inesistente come inesistenti sono le relazioni sindacali; ci si muove solo ed esclusivamente all’insegna del risparmio rincorrendo il pareggio di bilancio, anche sulle spalle dei lavoratori.

Non è un caso infatti che l’assessore al personale nonché vicesindaco sui giornali e in pubbliche assemblee si sia spinto ad elogiare la politica di questa Amministrazione che, “pur potendo”, non ha licenziato nessun lavoratore in questi cinque anni.
Ed è solo da apprezzare la scelta di questi giorni dei dipendenti di manifestare pubblicamente, con un articolo sulla stampa in cui si denunciano i comportamenti di questa Amministrazione, l’esigenza forte di uscire allo scoperto.
A fronte di ciò il tavolo trattante è stato abbandonato dalle RSU e dalle OOSS perché non ci sono ancora le condizioni minime per addivenire ad accordi e per ristabilire le giuste relazioni sindacali. Cosa che, nel rispetto delle competenze, auspichiamo e lavoreremo affinché avvenga quanto prima.

Altrimenti noi, convinti che il personale dipendente debba essere e sentirsi tutt’uno con le Amministrazioni locali per il rilancio della cosa pubblica, lavoreremo con questo obbiettivo in mente nella prossima legislatura quando torneremo finalmente ad amministrare il nostro comune.