Beffati

Alla fine il buon padrone che gestiva l’azienda e la crisi come un padre di famiglia pare si sia fatto gioco di tutti e l’ha spiazzati.
Non abbiamo in questo momento tutte le conoscenze per esprimere pareri o giudizi all’altezza della beffa che la proprietà del Molino Rossi ha rifilato; da qualche settimana non abbiamo più avuto modo di stare nel problema.

Dai lavoratori da un po di tempo ci arrivavano raccomandazioni alla calma, di tranquillità; dalle istituzioni non se ne parla: amministratori locali, regionali, politici … “è tutto sotto controllo” era il refrain.
A noi, che siamo sempre additati come allarmisti, che non abbiamo mezze misure nel giudicare e nello schierarci, certi segnali sin dall’inizio di questa vertenza non ci piacevano per niente; ed abbiamo cercato con modestia ed attenzione di far diventare le nostre preoccupazioni quelle di tutti.

Supportati anche dalla camera del lavoro di Pisa, che continuamente spronava alla massima mobilitazione i lavoratori, l’idea che la proprietà fosse “il buon padre di famiglia” che stava facendo anche gli interessi dei suoi operai non ci ha mai accalappiato.

Ma come sempre i “voi siete sempre sull’aventino” ,i “ non preoccupatevi, c’è il tavolo regionale, ci si sta lavorando, …” si sprecavano.

Pronti: farina negli occhi a tutti e tutti a casa. Lettere di licenziamento in consegna in queste ore…

La lotta. In questa fase storica non c’è altro che riprendere la lotta di classe, altro che padre di famiglia. “La famiglia ce l’avete a casa, non in fabbrica” scandì dal microfono la sindacalista agli operai.