“Ai nostri posti ci ritroverai […]”

Non ha la magliettina “alla Auschwitzland” in stile Disneyano e nemmeno i paramenti sacri delle milizie del fascio la parlamentare Legnaioli da Cascina quando si lascia fotografare distrattamente sotto a un albero del Cottolengo.

Sorridente, ditino alzato ad ammiccare a quanto poteva essere e non è stato.

Di nascosto si è presentata al centro per i migranti (sicuramente chiamata da qualche amico prefettizio o da qualche “volontario” che mangia e sputa dal solito piatto – ce ne sono quanti ne vuoi) per avviare il solito balletto della miseria.

Si prende un negretto (chi se ne frega se è malato), se ne racconta la barzelletta (di un uomo che si voleva suicidare) e si attende che la marea delle cloache umane cominci a riversare i commentini più assurdi sotto la foto patinata della Parlamentare che ha già messo nel mirino San Giuliano. Lei e l’amico Ziello, quello che alla biciclettata fascista si trovò “allegramente” compresso sulla via san Iacopo dai cittadini di San Giuliano e di Pisa che alle sue merdate avevano detto NO in forze!

Fermo immagine, pausa. Un uomo si voleva suicidare, un uomo malato. Inutile aggiungere altro, ogni strumentalizzazione è da sciacalli, non cederemo a queste bassezze.

I due eroi, che sicuramente si prenderanno San Giuliano (se anche San Giuliano si abbandonerà a questa disumana corsa all’obbrobrio), ci dicono che chiuderanno il Cottolengo, la “piaga più grande aperta nel cuore del comune termale” mettendo fine al mangia mangia dell’accoglienza messa a reddito. La stessa accoglienza che, con l’altra mano, alimentano con scelte politiche scellerate. Il giorno che scendemmo in strada contro gli spostati della biciclettata il nostro striscione urlava il dissenso contro l’intolleranza e contro l’accoglienza che costringe nei ghetti le persone. Le persone che a San Giuliano passano per fuggire altrove.

Quelli che restano ci danno ogni settimana il segno tangibile della loro disponibilità ad integrarsi concorrendo al bene delle nostre frazioni e scendendo in campo nelle nostre associazioni e nelle realtà che gli hanno aperto le braccia senza niente in cambio.

Quell’accoglienza che funziona, quella diffusa, quella di Mimmo Lucano a Riace per intendersi è per voi il mostro da abbattere perché riesce in un colpo solo a dimostrare che ciò che usate come problema e volano di consensi (grazie alla complicità dei mezzi d’informazione) può essere, volendo, una forma di rilancio per molte realtà italiane e può favorire un’integrazione necessaria per fronteggiare il dramma di migliaia di poveri “ecce homo”.

Quando tornerà a San Giuliano abbia il buon cuore di dircelo. Ci saremo di nuovo. Oggi come molti anni fa a spiegarle tutto di nuovo, financo a farla tornare a guardare al mondo alla rovescia.

Se può si vergogni.