Bolelli e Carioni (Sinistra Unita per San Giuliano) intervengono sulla “Cerratelli”

Con riferimento alla costituita commissione speciale di indagine con la quale il Comune di San Giuliano Terme finalmente si accorge di aver buttato via un sacco di soldi a favore della Fondazione Cerratelli, i sottoscritti ex consiglieri di Sinistra Unita per San Giuliano osservano:
Non da ora, ma da quasi dieci anni l’opposizione da sinistra ha denunciato l’enorme spreco di risorse che la maggioranza allora DS del Comune di San Giuliano ha perpetrato per foraggiare una Fondazione che oggi si scopre addirittura non in regola con la normativa vigente.

Non intendiamo in questa sede fare demagogia rammentando le palesi irregolarità che sono già emerse e che formeranno oggetto e ragione della costituenda commissione di indagine.

Qui vogliamo rammentare a chi ha la memoria corta che i cospicui finanziamenti alla fondazione Cerratelli sono stati per quasi un decennio uno dei principali argomenti che hanno caratterizzato la nostra opposizione alla maggioranza DS poi PD che ha governato e governa ancora oggi il Comune.

Infatti fin dalla scorsa consiliatura il Partito Democratico ha incentrato la propria politica amministrativa dichiarando che due erano i capisaldi per il rilancio dell’ economia sangiulianese: Il termalismo e la valorizzazione della fondazione Cerratelli direttamente e mediante l’indotto che avrebbero procurato.

I fatti hanno rivelato che simile previsione era del tutto inconsistente e che probabilmente nascondeva una realtà ben diversa, fatta di cecità politica:

Quando già nel 2011 denunciammo “che le risorse destinate allo sviluppo sono state dirottate dal comune sulla Cerratelli e su un termalismo di élite mentre si lasciava GeSte in uno stato di precarietà” non pensavamo che addirittura le scarse risorse destinate alla società di servizi in house venissero dirottate nel modo che la commissione di inchiesta valuterà (e prima di lei  la Corte dei Conti, investita del problema) per colmare la voragine di debiti che una fondazione produceva senza alcun controllo da parte del Comune.

Comune che, dal canto suo, pagava a borsa aperta tutte le spese: da quelle degli gli sfratti per morosità dalla tabaccaia, alle auto di rappresentanza (contravvenzioni comprese).

Noi non vogliamo scaricare tutte le responsabilità sulla passata amministrazione, come con ipocrisia si cerca oggi di fare da parte del PD.

La scelta di indicare la Cerratelli come volano di sviluppo economico fu una scelta non di alcuni, ma dell’ intero Partito Democratico sangiulianese: molti dei consiglieri che oggi votano per indagare sugli “intercorsi rapporti” tra Amministrazione Comunale e Fondazione Cerratelli sono stati, nella passata consiliatura, zelanti sostenitori di quello  sperpero di denaro pubblico su cui oggi chiedono di indagare.

Ci ricordiamo ancora con quanta convinzione allora ci accusavano di non volere lo sviluppo economico della comunità sangiulianese ed oggi ce li ritroviamo tra coloro che danno la colpa di tutto a chi non è più in consiglio, come se loro non ci fossero mai stati.

Mentre si dismetteva il patrimonio immobiliare del Comune per fare cassa, si spendevano centinaia di migliaia di euro per programmare l’ acquisto della Tabaccaia che avrebbe dovuto ospitare la Fondazione, e si faceva ai proprietari dell’immobile l’ enorme piacere di rilevare, a scorporo di loro debiti, impianti sportivi che nessuno  voleva.

Finalmente siamo arrivati al redde ratione: non possiamo dirci soddisfatti di aver avuto ragione di fronte ad una simile dilapidazione di pubblico denaro, ma oggi ripetiamo quella che è sempre stata la nostra posizione, e ribadiamo l’ appello lanciato allora ai consiglieri del PD “perché abbandonino la politica del muro contro muro” che li ha portati a commettere non solo lo sbaglio (se di sbaglio si tratta) che oggi è oggetto di indagine, ma numerosissimi altri, frutto di scelte sbagliate che continueranno a farli sbattere contro il muro della storia, solamente per voler rimanere sordi alle critiche che provengono  dalla sinistra.

Claudio Bolelli

Marco Carioni