Ci avremmo scommesso, la tele-novela continua

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In merito al nuovo arrivo delle bollette ai cittadini Sangiulianesi in cui la Regione chiede ( di nuovo !?!? ) di pagare il balzello sui lavatoi di San Giuliano e, soprattutto, ai numerosissimi proprietari di terreni e abitazioni che vedono per il loro accesso la costruzione di piccoli ponticelli, callarecce o marciapiedi non siamo né stupìti né sorpresi.

Come da anni sosteniamo l’unica cosa che può cancellare quell’odioso balzello è la modifica della legge e dei regolamenti che la impongono. Sapevamo tutti che non potevano essere le promesse da marinaio venute dagli amministratori di San Giuliano e ancor meno qualche atto di dirigenti della provincia a cancellarla e così le lettere con bollettino in arrivo in questi giorni ne sono purtroppo la dimostrazione.

La Regione Toscana, da quando poco più di un anno fa ha ri-assunto la responsabilità diretta della riscossione, riappropriandosene dalle Provincie, ha modificato la legge – DPGR 60R/2016 ART.5 LR80/2015 e LR772016 – e lo ha fatto a nostro avviso peggiorandola in quanto non ha ampliato le fasce di esenzione.

Per questo motivo, tramite i nostri consiglieri del gruppo regionale di Sì Toscana a Sinistra ad inizio autunno 2016 abbiamo presentato un atto in cui proponevamo all’amministrazione Rossi di valutare un ampliamento delle esenzioni e, ad oggi, stiamo ancora aspettando che esso sia discusso in quarta commissione regionale, organismo preposto alla rivisitazione della legge. Purtroppo il protrarsi di questo iter ha fatto si che lettere e bollette riprendessero la via della cassetta postale dei cittadini.

Se il sindaco di San Giuliano e il consigliere-segretario Cecchelli vogliono per una volta essere concreti in questa storia ci permettiamo di consigliare loro di darsi da fare con i propri amici di partito a Firenze sollecitando la convocazione urgente di quella commissione.

Da parte nostra abbiamo presentato l’ ennesimo atto in Consiglio Comunale a San Giuliano con tale obbiettivo. É giunto il momento di chiudere la tele-novela e di chiuderla con l’esenzione dalla tassa sia per i proprietari dei lavatoi che per tutti coloro che hanno proprietà interessate da interferenze sulla rete demaniale che non producono reddito.

il testo della nostra mozione.

L’AltraSanGiuliano, Palestre: e se i vandali discendessero anche da cattivi modelli di gestione?

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Gli atti vandalici ed in particolare quelli al patrimonio pubblico sono davvero insopportabili e l’indignazione di fronte a tali malefatte è unanime. E’ per questo che di fronte alla locandina che ci informa degli ennesimi, ripetuti danneggiamenti alla palestra di Molina di Quosa ci alteriamo davvero tanto.
Ma l’indignazione generale e la maledizione nei confronti dei presunti colpevoli sono oggi sufficienti? Forse non sarebbe giunto il momento di una più utile ed efficace riflessione sul modello di gestione dei nostri impianti sportivi che li vede sempre più in abbandono? Ripartire da quando erano considerati il fiore all’occhiello delle nostre amministrazioni è a nostro avviso fondamentale. Ricordiamo che questi erano considerati “ricchezze sociali” e mantenuti vivi da una gestione pubblica che, seppur nelle difficoltà, attraverso le associazioni e le polisportive del territorio, riusciva ad organizzare “lo sport per tutti”, creava luoghi di incontro sportivi e aggregativi soprattutto per i giovani che in quegli spazi sperimentavano la socialità e l’importanza dello “stare insieme” . Agli enti locali, a noi contribuenti, costavano un pò, è vero, ma il risultato dell’impegno economico-finanziario era l’indubbio vantaggio di restituire alla comunità la propria vita sociale e soprattutto la buona formazione dei propri figli.
Poi c’è stato l’avvento delle privatizzazioni nella pubblica amministrazione che ha riguardato anche gli impianti sportivi. Gli amministratori degli enti locali ad un certo punto non sono stati più disponibili ad investire in quella che fino a poco tempo prima era considerata una ricchezza sociale. Hanno sostenuto, propinato, dettato una scelta in nome del “costo zero”, hanno deciso di sacrificare una parte importante di loro stessi.

Il risultato di questa scelta è sotto gli occhi di tutti: la lenta ed inevitabile morte delle associazioni sportive e delle polisportive schiacciate dagli ingenti costi di gestione, l’impossibilità per le giovani generazioni di avvicinarsi in massa allo sport se non a costi troppo elevati per le famiglie già gravate pesantemente dalla crisi economica in atto, bandi di assegnazione che vanno deserti.
La mente va allo stato di degrado in cui fu trovato l’impianto de La Fontina al momento dell’occupazione da parte dei cittadini organizzati in comitato, alla difficile situazione degli impianti di Campo, agli impianti di Asciano ormai quasi completamente inesistenti ed in generale al degrado diffuso in cui versano anche gli impianti sportivi dei comuni limitrofi dell’area pisana.
A nostro avviso c’è l’esigenza impellente di rivedere un modello di gestione che forse non è dei più indicati e che non rappresenta certamente l’ esempio di come si mantiene, si valorizza e soprattutto si rispetta la cosa pubblica.

Secondo noi la mancanza di questi punti di riferimento, di spazi sociali e di aggregazione giovanile ha contribuito non poco a formare inconsapevoli vandali assorbiti da solitudine, smartphone e ozio. E’ il tipico caso in cui “le colpe dei padri ricadono sui figli” e su questo la politica e gli amministratori pubblici devono velocemente interrogarsi e dare fattive risposte alle comunità.

Serchio: un fiume di acqua potabile ?

Perdite come cascate dal ponte di Rigoli 

Sono passati poco meno di tre anni da quando, in apertura dell’attuale legislatura, denunciammo lo stato critico in cui versava l’infrastruttura dell’acquedotto sul ponte di Rigoli. Un groviera di perdite che riversano in Serchio, più o meno discretamente, insopportabili quantità di litri d’acqua potabile senza che sino ad oggi si siano viste iniziative d’intervento radicali per sanare quella situazione.

Qualche fascia tappa buchi è comparsa e persino una vasca rudimentale di contenimento e smaltimento dell’acqua persa è stata costruita ma niente di utile ed efficace per fermare l’incremento delle perdite.

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