Forniture di acqua potabile: “Se con autobotti deve essere, che non sia un lusso!”

Da diverse settimane alcuni concittadini sangiulianesi, residenti in case situate nelle zone collinari dei monti pisani, ci hanno segnalato un acutizzarsi del problema per la fornitura dell’acqua potabile. Da anni, senza successo, molti degli abitanti di queste zone stanno portando avanti una vertenza con il soggetto gestore, Acque, e l’Amministrazione Comunale sangiulianese nel tentativo di estendere la rete sino a questi piccoli centri abitati – a volte singole abitazioni – e nonostante la disponibilità a contribuire anche con una compartecipazione economica, moltissimi di questi cittadini non sono riusciti nel loro obbiettivo.

In questi lunghi anni i vari soggetti gestori, ultimo Acque, hanno rifornito queste famiglie con l’uso di autobotti. Chiaramente alcuni di questi luoghi non risultano facilmente raggiungibili dai mezzi e i costi con il passare degli anni sicuramente hanno superato quelli della sospirata e normale estensione della rete idrica.

La novità di queste ultime settimane è che Acque spa ha cancellato questo servizio consigliando alle famiglie, pardon, agli utenti di rivolgersi al mercato privato e cosi facendo da utenti, i cittadini, si sono trovati ad essere clienti. Risultato: se già costava molto con il servizio della partecipata pubblica ora avere l’acqua potabile in casa è diventato un lusso.

Abbiamo  fatto diversi tentativi informali per capire la motivazione di questa cancellazione del servizio da parte di Acque ma vista la difficoltà di recepire informazioni ci siamo trovati costretti a presentare una interpellanza all’Amministrazione Comunale; atto in cui oltre a chiedere di chi è la responsabilità di questa svolta privatistica nella gestione del bene comune acqua vorremmo sapere anche come l’Amministrazione Comunale, nel rispetto dei mandati consiliari e per il rispetto delle normative in ordine di tutela igienico sanitaria,  intenda ripristinare anche per questi cittadini il diritto all’accesso all’acqua al di fuori delle logiche di mercato.

il documento

GESTE nel mirino?

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Apprendiamo con stupore dalla stampa locale – Mascherato bene fra le colonne di un titolo indebitamente altisonante – che è iniziato lo smantellamento di Geste.
Analizzando la delibera a cui il quotidiano “Il Tirreno” fa riferimento si può realmente constatare il tradimento da parte della giunta Di Maio degli indirizzi dettati dal Consiglio Comunale che aveva approvato dopo il confronto di inizio anno con l’azienda, con i lavoratori e le proprie rappresentanze sindacali, un atto di indirizzo che rispondeva alla volontà di rafforzare Geste assegnandole nuovi servizi. Un atto semplice, chiaro e concreto come noi, che subodoravamo il pateracchio, avevamo con tutte le nostre forze preteso.
Ma non solo. Leggendo la stessa delibera si può appurare anche un altro tradimento: anziché promuovere Geste per i servizi d’area Pisana e rafforzarla anche con l’ingresso di altri comuni (unica, a nostro avviso, salvezza per la partecipata del comune) si da mandato al Segretario comunale per percorrere la strada opposta: togliere i servizi di riscossione a Geste e affidarli alla pisana Sepi.
Tra qualche ora, oggi pomeriggio, in commissione chiederemo che ci sia presentata la delibera e successivamente auspichiamo che essa sia portata in discussione in Consiglio Comunale. Non è pensabile che la giunta renda immediatamente eseguibile un cambio cosi importante di linea politico – istituzionale, strategica e, probabilmente pietra tombale per le aspirazioni di rilancio di Geste e che niente ha a che fare con la chiusura da parte del governo di Equitalia.
A tale riguardo cogliamo l’occasione e ci permettiamo anche di ricordare alla redazione de “Il Tirreno” ( purtroppo in questo fase storica non unica) che un buon organo di informazione non dovrebbe cercare titoli ad effetto o peggio assecondare le strategie di chi governa;
Non è una scelta di San Giuliano lasciare Equitalia ma una “magia” del governo Renzi di chiaro stampo propagandistico-elettorale in vista del referendum che impone a tutti i Comuni d’Italia, facendo venir meno per “scioglimento” l’ente di riscossione dei tributi.
Questa però è un’altra furbata, di cui certamente riparleremo.